scritto da FitnesSport il martedì, 29 luglio 2008,14:46
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FitnesSport Monthly

scritto da FitnesSport il martedì, 29 luglio 2008,14:43
FitnesSport diventa cartaceo!!!

FitneSport
Nella provincia di Taranto a partire dal mese di agosto verrà distribuito gratuitamente, un edizione straordinaria, del nuovo formato FitnesSport.
E' una rivista in cui vengono affrontati argomenti dulla sanità, nutrizione, fitness, sport, igiene, eventi, viaggi... insomma è una rivista completa senza nulla da invidiare alle più affermate come ForMan o Man's Health.

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Parkour : The New Sport Extrime

scritto da FitnesSport il giovedì, 26 giugno 2008,16:18
Parkour... non è una parolaccia!

    Se alzando la testa vedrete della gente saltare come matti da una casa all'altra non vi preoccupate... stanno facendo Parkuor! Par...Kè?
    Il Parkuor è una sorta di attività sportiva estrema che consiste di creare un percorso che parta da A e che finisca a B, il quale deve essere attraversato con fluidità oltrepassando tutti i suoi ostacoli che possono essere muri, il vuoto, gradini, alberi, rami, ecc..
    Non ha delle regole precise o tempi da seguire, la competizione e contro se stessi. Diventa una filosofia di vita cercando di capire quali siano i propri limiti e, qualora ci fosserero delle capacità, provare a migliorarli.
    Questa disciplina è nata da un ragazzo francese all'inizio degli anni 80' nei pressi di Parigi. Non si sà come, forse per scappare da qualcuno, si è ritrovato a correre sui tetti delle case, e addirittura dei palazzi. Conquistato dall'avventura ha fondato una prima associazione in Francia riuscendo ad avere un discreto seguito.
    Ora il Parkour si sta diffondendo e in Italia è nata anche un associazione con tanto di sito ufficiale, www.parkour.it, dove è possibile trovare diverse informazioni su come cominciare, le tecniche e anche le date di qualche raduno.
    Io vi lascio un bel video tanto per farvi rendere l'idea di cosa abbiamo appena parlato.

 
 
categoria: sport
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L'Epicondilite

scritto da FitnesSport il sabato, 07 giugno 2008,10:26

Il gomito del Tennista

      L'epicondilite è una tendinite che si manifesta con dolori talvolta invalidanti a livello della regione laterale del gomito . Si parla di "gomito del tennista" in quanto si manifesta spesso in seguito alla pratica intensiva del tennis.  Nella maggior parte dei casi un trattamento medico e fisioterapico ben condotto risolve la situazione dolorosa; nei casi che non rispondono alla terapia medica (circa il 10%), l'intervento chirurgico (eseguibile anche in artroscopia) è risolutivo in più del 95% dei casi. Tuttavia bisogna sapere ricercare altre cause che potrebbero simulare un dolore e sintomi simili all'epicondilite: spesso "epincondiliti" che non si risolvono nel giro di qualche mese possono essere associate o determinate da altre patologie a livello del gomito (patologia articolare del gomito, instabilità legamentosasofferenza del nervo radiale al gomito, corpo mobile, cisti sinoviali...). Infine è utile ricordare che l'epicondilite si può associare ad altre patologie (sindrome del tunnel carpale alla mano, tendinite della cuffia dei rotatori alla spalla, artrosi cervicale...)

     Si pensa che l'epicondilite sia dovuta ad una serie di microtraumatismi ripetuti che indeboliscono e/o rompono alcune fibre del tendine estensore radiale breve del carpo: il dolore è il risultato di un tentativo da parte dell'organismo di voler "riparare queste lesioni". Il "gomito del tennista" non si manifesta solo in seguito alla pratica del tennis   Altri sport possono provocare un'epicondilite: sport che implicano lanci ripetuti (baseball, atletica...) o ancora scherma e nuoto.  L'epicondilite si osserva facilmente anche in comuni attività lavorative come nel prolungato lavoro al computer con mouse e tastiera, nel carpentiere, nei lavori ripetitivi in catena di montaggio o ancora nei politici che stringono continuamente la mano.

  Il classico sintomo è il dolore localizzato nella regione laterale del gomito a livello dell'epicondilo: è esacerbato dall'attività fisica (ad es. il colpo di "rovescio" nel tennis ...) e tende a diminuire con il riposo. Nei casi in cui il dolore sia presente in maniera costante ed impedisca le normali attività quotidiane, l'intervento chirurgico è consigliato. Talvolta il paziente lamenta una sensazione di debolezza a livello del braccio nel sollevare pesi anche minimi: ad esempio un bicchiere d'acqua. In generale il dolore non si manifesta durante il riposo notturno e non sveglia il malato (in questi casi si deve pensare eventualmente ad un'altra patologia ...).

     La diagnosi di epicondilite si basa sull'esame clinico eseguito dallo specialista: dopo un'accurata anamnesi (informazioni date dal malato), lo specialista può ricercare i tre segni principali legati alla tendinite:

 

1.      Il dolore è ritrovato dallo specialista alla palpazione diretta dell'epicondilo. Se il dolore è più basso a livello del capitello radiale o in corrispondenza dell'arcata di Fröhse ci si orienta verso una patologia differente.

2.      L'estensione passiva forzata del gomito associata ad una flessione palmare del polso è dolorosa.

3.      L'estensione contrariata attiva del terzo dito con gomito e polso in estensione, deve risvegliare gli stessi sintomi. 

 

     L'esame radiografico è indispensabile per depistare eventuali lesioni ossee o una patologia intra-articolare. L'ecografia è un utile esame che permette di valutare la patologia tendinosica in corrispondenza dei tendini epicondilei. In casi più complessi la risonanza magnetica nucleare può dare utili informazioni complementari.


Fonte: Orthopedie.com

categoria: sport, sanità
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L'Epitrocleite

scritto da FitnesSport il sabato, 07 giugno 2008,10:16

Il gomito del Golfista


    L'epictrocleite è una tendinite che si manifesta con dolori talvolta invalidanti a livello della regione interna del gomito. Si parla di "gomito del golfista", in quanto si manifesta spesso in seguito alla pratica intensiva del golf. E' una patologia più rara dell'epicondilite e si associa nel 50% dei casi ad una sofferenza del nervo ulnare. Tanto più i sintomi legati alla sofferenza del nervo ulnare sono importanti, tanto più delicato è il trattamento.  Bisogna saper ricercare un'eventuale instabilità o lesione dei legamenti interni del gomito che possono manifestarsi con la stessa sintomatologia. Nella maggior parte dei casi un trattamento medico e fisioterapico ben condotto risolve la situazione dolorosa; nei casi che non rispondono alla terapia medica (circa il 10%), l'intervento chirurgico  è risolutivo. Infine è utile ricordare che l'epitrocleite si può associare ad altre patologie (sindrome del tunnel carpale alla mano, tendinite della cuffia dei rotatori alla spalla, artrosi cervicale...)

     Il "gomito del golfista" non si manifesta solo in seguito alla pratica del golf  Altri sport o attività lavorative possono provocare un'epitrocleite: sport che implicano lanci ripetuti (baseball, tennis durante il servizio o lo smash, atletica...).

     Il classico sintomo è il dolore localizzato nella regione mediale del gomito a livello dell'epitroclea: è esacerbato dall'attività fisica (ad es. il servizio nel tennis, golf, lanci nel baseball...) e tende a diminuire con il riposo. La pronazione forzata risveglia i sintomi.

     L'esame radiografico è indispensabile per depistare eventuali lesioni ossee o una patologia intra-articolare. L'ecografia è onteun utile esame che permette di valutare la patologia tendinosica in corrispondenza dei tendini epitroclei. In casi più complessi la risonanza magnetica nucleare può dare utili informazioni complementari.

 

Fonte: Orthopedie.com

categoria: sport, sanità
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La Nuova Gazzetta dello Sport!!!

scritto da FitnesSport il venerdì, 28 marzo 2008,12:06
Più Piccola Ma Tutta a Colori

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Sindrome del Malassorbimento

scritto da FitnesSport il sabato, 01 marzo 2008,11:47

Il malassorbimento o sindrome da malassorbimento è caratterizzato da insufficiente assorbimento di grassi, vitamine liposolubili e non, proteine, carboidrati, elettroliti, sali minerali, e acqua. Il sintomo più comune è la diarrea cronica, spesso associata a steatorrea (eccessivo contenuto di grassi nelle feci).

Le cause del malassorbimento

Alla base del malassorbimento vi sono alteazioni di almeno una delle seguenti funzioni digestive:

- digestione endoluminale e terminale, in cui si scindono proteine, carboidrati e grassi formando molecole assimilabili, il processo inizia in bocca con la saliva, prosegue nello stomaco e nell'intestino tenue ad opera degli enzimi digestivi e dei sali biliari;
- trasporto attraverso l'epitelio delle sostanze digerite, in cui nutrienti, liquidi ed elettroliti vengono trasportati attraverso l'epitelio dell'intestino tenue e successivamente rilasciati in circolo nel sangue.

Le patologie che causano malassorbimento più frequenti sono il morbo celiaco (celiachia), l'insufficienza pancreatica e il morbo di Crohn.

I sintomi del malassorbimento

Clinicamente, tre le sindromi da malassorbimento le similitudini sono più delle differenze, e possono coinvolgere molti organi:

- tratto gastrointestinale: diarrea, flatulenza, dolore addominale, calo ponderale;
- apparato emopoietico: anemia da deficiti di ferro, di piridossina, di folati e vitamina B12, emorralgie da deficit di vitamina K;
- sistema muscoloscheletrico: osteopenia (definita come quella condizione ossea per cui vi è una densità minerale al di sotto dei valori di normalità) e tetania da deficit di vitamina K;
- sistema endocrino: amenorrea, impotenza e sterilità, iperparatiroidismo;
- epidermide: porpora e petecchie per deficit di vitamina K, edema da deficit di proteine, dermatite e ipercheratosi da deficit di vitamina A, zinco, acidi grassi essenziali e niacina;
- sistema nervoso: neuropatia periferica da deficit di vitamine A e B12.

FONTE:FitnesSport.splinder.com

categoria: sanità, il nostro metabolismo
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La gastrite

scritto da FitnesSport il sabato, 01 marzo 2008,11:45

 Che cos'è la gastrite?

La gastrite è una infiammazione acuta o cronica della mucosa dello stomaco.
Nonostante il termine "gastrite" sia correntemente utilizzato per definire una "malattia" caratterizzata da sintomi digestivi (dolore, bruciore, pienezza ecc.), in realtà nella terminologia scientifica "gastrite" significa semplicemente infiammazione dello stomaco. Nella maggior parte dei casi tale infiammazione non dà sintomi o disturbi di sorta e dunque non può essere considerata una malattia. Una gran parte della popolazione sana ha infatti una gastrite senza aver mai sofferto di nulla.

 Quali sono le cause della gastrite?

Numerose sono le cause di gastrite. La gastrite acuta è in genere dovuta a infezioni o all'assunzione di alcuni farmaci, soprattutto anti-infiammatori e anti-dolorifici. La gastrite acuta in genere guarisce spontaneamente.
La causa più frequente di gastrite cronica è l'infezione da Helicobacter pylori (Hp). Tutta una serie di altri fattori ambientali possono contribuire allo sviluppo e progressione di gastrite, in particolar modo l'alcol e il fumo.

 Chi si ammala di gastrite?

La gastrite è estremamente frequente in Italia e nel mondo occidentale e la sua frequenza aumenta con l'età delle persone. Dopo i 50 anni quasi il 50% delle persone ha una gastrite cronica. La gran parte delle gastriti croniche sono dovute all'infezione da Helicobacter pylori.

 Quali sono i sintomi della gastrite?

La gastrite acuta si manifesta con dolori nella parte alta dell'addome, difficoltà alla digestione (pesantezza, eruttazioni), bruciore.
La gastrite cronica, invece, in genere non dà sintomi e dunque nella maggior parte dei casi non è diagnosticata.

 Come si fa diagnosi di gastrite?

L'unico modo per fare diagnosi di gastrite è praticare una gastroscopia, prelevare un piccolo pezzettino di mucosa gastrica (biopsia) e farlo analizzare (esame istologico).


 Cosa succede a chi ha una gastrite cronica?

La maggior parte delle persone avrà una gastrite cronica per tutta la vita e non avrà mai alcun sintomo. Circa il 10% di quelli con gastrite causata da Helicobacter pylori potrà sviluppare un'ulcera gastrica o duodenale. In una piccola percentuale di casi la gastrite diventerà più grave, determinando ulteriori alterazioni della mucosa quali atrofia o displasia, tanto da poter determinare un aumento, seppur minimo, del rischio di sviluppare un cancro dello stomaco.

 Come si cura la gastrite?

Le gastriti acute in genere guariscono spontaneamente una volta che la causa (infezione, farmaci ecc.) venga rimossa o venga meno. Tale guarigione può essere favorita utilizzando farmaci che proteggano la mucosa dello stomaco (sucralfato), riducano l'acidità dello stomaco (bicarbonato, idrossido di magnesio e alluminio) o riducano la secrezione di acido da parte dello stomaco (anti H2 e inibitori di pompa protonica).
Le gastriti croniche da Helicobacter pylori possono essere curate curando l'infezione. Tuttavia la sola presenza di gastrite non è un motivo per trattare l'infezione visto il decorso sostanzialmente benigno che la malattia ha.

 Si può prevenire il cancro gastrico curando la gastrite?

La gastrite, in particolare quella da Helicobacter pylori, è solo uno dei molteplici fattori che contribuiscono alla formazione di un cancro gastrico. La maggior parte degli altri fattori, ambientali, dietetici e genetici, sono solo in parte conosciuti e dunque non influenzabili da trattamenti. La presenza di una gastrite "severa" con alterazioni della mucosa a rischio di trasformazione neoplastica (atrofia, displasia) potrebbe richiedere una terapia della gastrite e dell'infezione da Helicobacter pylori per prevenire l'ulteriore evoluzione in cancro.
Che la eradicazione del batterio sia efficace nell'arrestare la progressione in cancro non è ancora però stato dimostrato con certezza.
Non è invece proponibile trattare a tale scopo tutti gli individui con gastrite, visto l'elevatissimo numero di persone con gastrite nella popolazione e visto il rischio estremamente basso che tali individui hanno di sviluppare un cancro nella loro vita.

FONTE: non pervenuta

categoria: sanità, il nostro metabolismo
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La pleurite

scritto da FitnesSport il sabato, 01 marzo 2008,11:41

   La pleurite è un’infiammazione che interessa la pleura e che può essere determinata da cause di varia natura. La pleura è una membrana che riveste i polmoni, costituita da due lamine, quella più interna o viscerale che ricopre i polmoni e quella più esterna o parietale che tappezza la parete del torace. Le due lamine delimitano la cavità pleurica che, in condizioni normali, contiene una piccola quantità di liquido (liquido pleurico) che funge da lubrificante. Pertanto, in condizioni normali, le due lamine scorrono facilmente l'una rispetto all'altra quando i polmoni durante la respirazione si espandono e si contraggono ritmicamente.

 

Tipi di pleurite

 

   Le alterazioni indotte dall’infiammazione a carico della pleura possono rimanere circoscritte oppure diffondersi. La pleurite viene definita:

 

·      essudativa, se nella cavità pleurica si accumula un versamento di liquido che talora si presenta emorragico (per la presenza di sangue) o purulento (ricco di pus cremoso, giallo e denso);

·      secca o fibrinosa (per esempio nella pleurite tubercolare) quando, in assenza di versamento, sulla pleura si deposita un materiale denso di colore bianco-grigiastro.

 

Sintomi

 

   Le manifestazioni cliniche della pleurite assumono caratteristiche diverse a seconda che si tratti di pleuriti secche o di pleuriti essudative.

 

   Le pleuriti secche provocano la comparsa di un dolore toracico acuto, spesso improvviso, di tipo trafittivo che aumenta con la respirazione, con la tosse e con i movimenti del torace a causa dello sfregamento delle due lamine pleuriche infiammate. Spesso il dolore si accompagna a tosse secca e febbre (di solito modesta).

 

   Il versamento di liquido che caratterizza la pleurite essudativa attenua l’attrito tra i due foglietti pleurici e di conseguenza il dolore e la tosse; compaiono invece manifestazioni generali che consistono spesso in febbre elevata (39-40 gradi), sudorazione ed estrema debolezza. Inoltre, a mano a mano che aumenta la quantità del liquido nel versamento, il paziente lamenta una progressiva difficoltà a respirare (respiro corto) con accelerazione sia del battito cardiaco che della frequenza respiratoria.

 

Cause

 

Le cause possono essere numerose:

 

·      pleuriti infettive, spesso secondarie ad una polmonite batterica (pneumococco), da virus (influenza), da funghi (per esempio da Aspergillus e Candida), da parassiti o da tubercolosi;

·      pleuriti da ipersensibilità, come la pleurite allergica tubercolare (che non è dovuta ad una localizzazione diretta del bacillo tubercolare ma ad un processo di ipersensibilità alle tossine del bacillo stesso), o autoimmuni come le pleuriti reumatiche che si possono manifestare in rapporto all’artrite reumatoide, al lupus eritematoso sistemico, alla sclerodermia, alla dermatomiosite, ecc.;

·      pleuriti secondarie ad un'embolia polmonare;

·      pleuriti in corso di tumori;

·      pleuriti dopo un trauma del torace o dopo un intervento chirurgico (per esempio al cuore);

·      pleuriti in corso di malattie extrapolmonari, per esempio ascessi che si propagano dall'addome alla pleura, attraversando il diaframma, pancreatiti acute, cirrosi epatica con ascite, malattie renali o ovariche, ecc.

·      in certi casi, la pleurite resta di origine sconosciuta.

FONTE: FitnesSport.splinder.com

categoria: sanità, il nostro metabolismo
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I Reumatismi

scritto da FitnesSport il sabato, 01 marzo 2008,11:37

   Reumatismo è un termine che indica varie sindromi relative a viscere, muscoli, ossa e articolazioni. Dal punto di vista scientifico i reumatismi sono malattie che interessano le articolazioni (artrosi, reumatismi extra articolari che interessano tendini e muscoli, artrite reumatoide, spondiloartriti ecc.). I reumatismi (a eccezione di alcune forme extra articolari) sono cronici. Le patologie reumatiche compaiono in genere in età avanzata (sotto i 18 anni solo un individuo su 100, mentre fra i 18 e i 60 anni la percentuale è del 18%): sopra i 60 anni ben l'80% delle persone soffre di una malattia reumatica. Il dolore associato ai reumatismi in genere compare solo nella fase infiammatoria. La terapia dipende dal tipo di patologia.

   Reumatismo articolare acuto - Varietà di reumatismo assai importante (malattia reumatica) che interessa specialmente i bambini e i giovani, quasi sempre in seguito a tonsillite o a mal di gola. La malattia reumatica è una lesione infiammatoria dovuta a reazioni immunitarie in relazione a un'infezione, anche passata inosservata, da streptococco. Malattia un tempo molto comune, oggi, grazie all'uso degli antibiotici nella cura delle infezioni, è abbastanza rara (500 casi annui in Italia).

Storicamente la malattia reumatica era indagata utilizzando il titolo antistreptolisinico (TAS), cioè il dosaggio dell'antistreptolisina. In realtà c'è un equivoco di fondo. Il test rileva (a 7-10 gg dall'infezione) le infezioni da streptococco beta-emolitico di gruppo A (meno frequentemente di gruppo C e G). Valori elevati non sono indice di malattia reumatica, ma dimostrano l'avvenuta infezione e indicano un aumento del rischio di reumatismo (in passato ogni 400 infezioni circa non trattate, oggi un caso ogni 5.000).

Attualmente per la diagnosi di malattia reumatica si usano i criteri di Jones: due o più criteri maggiori oppure un criterio maggiore e due minori.

Criteri maggiori: cardite, poliartrite, corea, eritema marginato, noduli sottocutanei.

Criteri minori: febbre, artralgie, storia di precedente malattia reumatica o cardiopatia reumatica, allungamento del tratto P-R all'ECG, VES alta, proteina C positiva, leucocitosi.

Per cui gli esami del sangue minimi da eseguire per l'indagine sono:

·         emocromo

·         VES

·         TAS

·         Proteina C reattiva

La malattia inizia come artrite (cioè un'infiammazione articolare), ma interessa anche altri organi fra cui il cuore dove può provocare danni permanenti.


FONTE:FitnesSport.splinder.com
categoria: sanità, il nostro metabolismo
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